• Bruxelles…mille milliards de mille sabords !

    (Oggi avrei voluto cominciare la nuova stagione dei miei itinerari con un racconto d’amore, poi sono arrivate le notizie da Bruxelles …)

    2222Il primo ricordo che ho di Bruxelles è una finestra spalancata sul sole e sui tetti della città.
    Il ricordo più bello di Bruxelles è sbiadito come una foto in bianco e nero, è un ricordo di strade umide e di risate al sapore di birra.
    I miei souvenir di Bruxelles sono dei fiammiferi, di quelli piccolissimi che possono usare solo i Puffi, e una scatola di latta piena di cerotti di Tintin, di quelli che usano i bambini o gli adulti mai cresciuti.
    Perché Bruxelles la riconosci dalle facciate dei palazzi illustrate come pagine dei fumetti, dal ciuffo di Tintin che ammicca nelle vetrine dei negozi, dai piccoli omini blu che hanno invaso il Centre belge de la bande dessinée.
    Bruxelles è l’Expo’58 di Jonathan Coe, è uno strano edificio a forma di atomo che diffonde tutt’intorno una strana aria vintage .
    Bruxelles è l’aria che profuma di pommes Frites e di cioccolato.
    Bruxelles è una città che t’incanta lentamente, ti seduce con la sua timidezza.
    Bruxelles è il cuore di un sogno chiamato Europa, la città di tutti e per tutti e vederla violata dall’orrore delle bombe e degli attentati fa tanto male al cuore.
    Loro hanno l’odio, a noi è rimasto l’amore. Vi lascio con le parole di un figlio di Bruxelles, perché non dobbiamo avere paura, perché abbiamo noi l’arma più forte

    Quand on n’a que l’amour
    Pour parler aux canons
    Et rien qu’une chanson
    Pour convaincre un tambour
    Alors sans avoir rien
    Que la force d’aimer
    Nous aurons dans nos mains
    Amis le monde entier.
    ( jacques Brel – quand on n’a que l’amour)