• Quattro canti su un gol di Diego Maradona

    di Gianni Montieri

     

    (a Flavio Biz)

    zenga maradona

     

    Diego Maradona

    Ti guardo fisso negli occhi
    portiere vecchia volpe
    dal talento di ghiaccio
    ti guardo sotto il cielo di Milano
    che è naturalmente grigio
    ti guardo mentre addormento
    la palla sul mio petto
    e tolgo il respiro a mezza Italia
    ti guardo negli istanti di silenzio
    (seguiranno interviste con te
    che la racconti e la racconti bene)

    la palla addormentata da un sussurro
    scivola dolce dal petto al piede
    e da lì parte, piccolo
    giocattolo verso il bambino
    il bambino dal petto alla culla
    dal sonno al sogno
    dal niente al fondo della rete.

     

    Walter Zenga

    So che l’uomo in maglia bianca
    non ha smesso, non ha smesso mai
    di puntarmi gli occhi addosso
    inchiodandomi tra linea e palo
    tra San Siro e il nulla
    ho sentito l’erba scivolare via
    come fosse un tappeto irregolare
    come all’oratorio
    tutto più lento della Moviola
    la palla radiocomandata
    si è incollata al petto
    sulla maglia bianca per il tempo
    di una vita intera
    è svanito il mondo in un nebbia
    e dopo, dopo la nebbia, la palla
    si fermava alle mie spalle.

     

    Gianni Montieri (o giovane tifoso)

    C’è un momento in cui siamo
    tutti quanti su quel petto
    e siamo noi la palla
    la cometa, il respiro che trattiene
    sulla maglia la sfera un po’ di più
    più a lungo del tempo consentito
    alla gravità, al cuore di resistere,
    all’umana percezione,
    a un portiere di capire, a noi
    di urlare prima di morire.

     

    Beppe Baresi

    Sono così vicino al pallone
    da poterlo toccare
    con la mano e sarebbe rigore
    e la vita e questa partita
    potrebbero continuare
    ma non continuano e noi umani
    tra qualche anno potremo ricordare
    della gravità fatta opinione
    dell’uomo che fermò il tempo
    e decise il momento della pace
    scrivendo la parola fine

    Il gol è sempre la fine di qualcosa
    oggi ha riavviato il tempo.

     

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    Gianni Montieri nasce a Giugliano nel maggio del 1971. Vive e lavora a Milano. Ha pubblicato nel febbraio del 2010 il suo libro di poesie: Futuro Semplice (Edizioni LietoColle). La sua rilettura della fiaba Il pifferaio magico è pubblicata nel volume Di là dal bosco (edito da Le Voci della luna). È capo redattore di Poetarum Silvaredattore della rivista monografica Argo. Pochi giorni fa è uscita la sua nuova raccolta di poesie Avremo cura, edito da Zona.

    L’illustrazione di copertina di Nostra Signora dell’Azzurrità è realizzato da Fran De Martino.

    La partita narrata da Gianni Montieri è Inter -Napoli 1-1 (10 novembre 1985)