• Collettivo Extravesuviana

    • novembre 13, 2013 in Parole

    Caro occhi blu

    di Crima*

     

    Amore,
    Stanotte ti ho sognato, che novità! Era un sogno strano, un funerale, ma poi non così tetro…
    Vorrei lasciarti andare via da me, vorrei che l’idea di te non mi perseguitasse più. Vorrei fare sogni di un nuovo amore, qualcuno più simile a me, disposto a darmi il suo cuore. Invece continuo a sognare te. Nei miei sogni, alla fine, siamo sempre insieme. E nei miei sogni, la vita non è così complicata.
    Continuo a pensarti e a sentire il tuo dolore. E vorrei essere sdraiata sul tuo divano. Vorrei che posassi la testa pensosa sul mio petto. Ti terrei così, finché tutta l’amarezza che hai dentro, giunta ai tuoi occhi blu, diventasse un fiume, per sgorgare via da te. Non ti lascerei finché tutte le lacrime non fossero scese, innaffiando la tua barba incolta.
    E aspetterei che la tua anima fosse pulita dal passato e dalla colpa. Solo allora ti lascerei libero di andartene.

     

    *Cristina Cireddu è anche detta Crima.
    Crima
    non sta da nessuna parte, poiché Crima è lo pseudonimo per la sua poesia. E la poesia non ha luogo se non nel paradosso dell’ispirazione: l’emozione più vera e concreta che un animo umano possa provare, imprigionato nel corpo. L’unica cosa capace di uscirne, eppur servirsene nel medesimo istante. Crima rappresenta la passione per la vita e i sentimenti, quelli che fanno piangere e sorridere insieme.
    Che poi se uno nasce scrittore non può cambiare il proprio destino. Che si lavori per scrivere, o si scriva per lavorare, si aspetta sempre lei, la Musa dagli occhi di ghiaccio che si può nascondere ovunque. Se la vedete fatele un fischio.