• Dimmi che Vernissage sei e ti dirò che Finissage farai. (Fabio D’angelo – Una Banda di Cefali)

    Amami ancora adesso, sono sempre avere37e1/2 lo stesso, la vita e l’intervista come manodopera d’arte, una goccia di limpidezza nel mio mare di apparenza.

    Oggi è la volta di un numero speciale dedicato al sito online di recensioni, “Una Banda di Cefali”.

    Leggiamo dalla loro pagina:

    “I cefali sono personalità bipolari, mentalmente instabili, spietatamente critici, ma anche dannatamente sentimentali. Nuotano tra onde di note musicali, fiumi di pellicole cinematografiche e oceani di carta stampata. Ridono a crepapelle, piangono come le fontane di Versailles, cantano a squarciagola ai concerti, sono un po’ groupies e un po’ stalker.”

    Abbiamo il piacere lussureggiante di scambiare oggi quattro chiacchiere svolazzanti e friccicarelle con Fabio D’Angelo, uno dei fondatori dell’acquario dei cefali, l’uomo che ha segnato la storia e la geografia delle recensioni online sulla Tavernanova-Casalnuovo-Napoli Fuorigrotta.

    Sempre dai Cefali leggiamo che D’angelo ama la pasta e patate con la provola e l’omonimo Nino, ragazzo della curva B. La sua citazione preferita è quella massima spettacolare del cantante cinematografico Tony Pisapia: “A vita è ‘na strunzata , Aniè” 

    d'angelo

    1) D’Angelo, la maglia di Dries Mertens sette giorni su sette, pochi passaggi, molti dribbling, quanti vetri spaccati. Una Juventus cattiva e noiosa presa andando a dottrina, come una arbitro Tagliavento fischiava tutti rigori! Perché dire, fare, baciare. Occhio! questa è la palla che ci può salvare. Che profumo l’agronolano nelle sere di Maggio. A salvarci, invece, erano certe canzoni di Luca Carboni che uscivano dalle compilation del duo dj Bondage/Mario Visone.

    Buonasera dottor Cetta, innanzitutto volevo ringraziarLa per questa intervista. Esauriti i doverosi formalismi, torno a bomba alla sua domanda. E le dico subito che, senza nulla togliere al fantastico duo di animatori delle serate agronolane, credo sinceramente che a salvarci sia stata la ricerca costante della bellezza. E, per citare il sommo Cannavacciuolo, questo dono che abbiamo della rivisitazione culinaria che applichiamo ad ogni aspetto della vita quotidiana. Questo è proprio uno di quei fatti, più del sole e del mandolino per intenderci, che ci caratterizza e quindi il tutto si riduce sempre all’esempio della pizza: gli storici dicono, probabilmente a ragione, che è stata inventata a Gaeta. Ma a finale la pizza e il Tiki Taka come li facciamo noi nessuno mai. E poi, per concludere, aggiungo solo il calcio rispecchia un po’ la società: oggi vince la difesa, la chiusura, il gomito sempre alto di Chiellini e la citazione lucacarboniana “Cetta chissà, chissà se Mertens rinnova ancora?”. Metafore delle spinte protezionistiche nella società, di questi tempi  bui, della paura del diverso e del cambiamento. Il futuro non può essere questo. Guardare al futuro significa immaginare un mondo e una società in cui possano convivere la fiducia verso il prossimo, verso la collettività e la bellezza. Il futuro è di Sarri.

    2) Fabio, Dries Mertens e Daenerys nata dal 4-3-3- hanno rinnovato. Il futuro è nel sarrismo gioia e rivoluzione ad Approdo del Re e, come canta il malinconico Thommy Yorke nella luna a forma di piscina, ambrabaciccicoccò, è anche dentro di noi. Sempre per citare i cinque ragazzi di Oxford, in Numbers, dicono una cosa che, vale per noi e pure per il Napoli calcio e, che tradotta in napoletano suona pressappoco così: “Ci ripigliamm’ tutt’ chell che ‘o nuost”. Dai, basta parlare del pallone. Siamo uomini che ad un certo punto possono pure rinunciare. In quei novanta minuti e passa che perdi col calcio potresti fare qualcos’altro. Che so, andare su per i prati e cercare il cardo mariano. Oppure per esempio raccontarci una storia. Ecco, narraci la fantasmagorica nascita dei cefali. Da dove sbucano fuori le avventure acquatiche della vostra band che suona rock bambino-psichedelico-latino?

    Una banda di cefali nasce in parte dalla voglia di condividere le cose che ci piacciono assai. All’epoca Carla De Felice (cofondatrice insieme al sottoscritto e ad altri del sito) stava leggendo una Banda di idioti. Ebbene, Carla sin dal primo capitolo partì con un’arringa appassionata sull’esigenza di leggere tutti questi libro. In seguito, ci siamo trovati a turno ad avere la stessa foga da condivisione di Carla. Ma il detto del chi si assomiglia si piglia o come nel nostro caso crea un sito è stato rispettato quando ci siamo accorti di essere legati oltre alla voglia della condivisione anche da una battaglia: quella della lotta senza quartiere contro ogni forma di discriminazione. Una banda di cefali nasce dalla fusione di queste due cose. Cefali, quindi, proprio come questo pesce sfortunato che ha come unica colpa quella di avere un nome che fa paura all’uomo della strada. Avrà sicuramente sentito frasi ingiuriose del tipo: “fai schifo pure al cefalo!”

    Lei a questo punto dirà: “allora perché non proprio scorfani?”.

    Semplice, per citare Amlo De Silva, ci siamo misurati un po’ la palla e abbiamo deciso di puntare inizialmente ad un obiettivo più semplice, il cefalo, per l’appunto. Per cui alla sua ipotetica domanda “progetti per il futuro dei cefali?”, noi potremmo anche risponderle, ma non lo faremo, con un “chiamarci un giorno una banda di scorfani”.

    3) Bello questo racconto. Ne viene fuori tutta la passione cefala, un vero e proprio marchio di fabbrica fatto in casa con dedizione e fantasia. A proposito di dedizione, ora ti volevo parlare di un’altra cosa che mi succede ogni mattina. Ogni mattina quando vado a prendere l’auto per andare a lavoro incrocio delle signore e dei signori che escono dalla chiesa. Tornano dal rosario del mese mariano. Ho riflettuto molto su questo fatto che ci incrociamo. Tutti abbiamo bisogno di pregare per qualcuno che ci pensi un poco. Vedi, io pochi minuti dopo in auto, la prima cosa che faccio, è collegarmi a Spotify. Nessuno ti conosce meglio degli Dèi vichinghi di Spotify ed io mi voto alla mia altrui playlist del giorno. Non so cosa capita a te nelle prime ore del mattino, ma non hai anche tu questa sensazione di eterodirezionalità? Sotto quale App spirituale o musicale si presenta a te il grande disegno?

    Dottor Cetta, non lo facevo mica così marzulliano, sa? Sul tema dell’eterodirezionalità e del tecno-esistenzialismo le posso confessare il fatto che io preferisco essere artefice della mia playlist. Comunque, apprezzo Runtastic quando mi ricorda che è ora di andare a correre, perché lo fa quasi in modo premuroso e mi ricorda papà quando la domenica mi domandava se avevo fatto i compiti.

    4) Nelle tue recensioni quale che sia l’argomento hai questa spiccata capacità di incrociare fatti personali con materiale culturale con risultati altamente brillanti C’è qualcosa che ricorda molto Nick Hornby in High fidelity. Sai che Rob Gordon, il personaggio principale del sopracitato romanzo ha questa incredibile passione nel fare le compilation relative ad un fatto della sua vita. Facciamo finta che tu sei Rob Gordon, quindi un mio idolo. Mettiamo assieme una playlist di 3 canzoni con un fatto personale. Vediamo che ne viene fuori.

    Cetta, lei ora mi lusinga. Le suggerisco queste tre canzoni:

    Sea Song, Robert Wyatt

    Nonostante la bruttezza dell’infrastruttura, il traffico del Corso Malta, il tutor e gli ingressi criminali, la Tangenziale di Napoli sa regalarti, all’improvviso, momenti di straordinaria bellezza. Provate, ad esempio, a percorrere l’ingresso Arenella alle sette del mattino. Dopo aver attraversato i balconi delle case che danno direttamente sulla rampa, vi ritroverete in una curva che immette nella galleria a guardare verso destra. Se siete fortunati e il tempo lo consente, potete in una botta sola vedete la collina che scende verso il mare, le barche, Castel dell’Ovo e le isole. A me è capitata una volta e in quel momento la radio (Capital) trasmetteva Sea Song di Robert Wyatt.

    You’ll be different in the spring,

    I know you’re a seasonal beast,

    like the starfish that drift in

    with the tide, with the tide.

    So until your blood runs

    to meet the next full moon,

    Your madness fits in nicely

    with my own, with my own.

    Your lunacy fits neatly with my own,

    my very own.

    We’re not alone

    Da quel punto dovrebbero farci una piazzola di sosta per la contemplazione con tanto di musica in filodiffusione.

    Disarm, Smashing Pumpkins .

    La prima canzone che ho ascoltato su TMC2. Mi manca TMC2. Il mondo al tempo di TMC2 era più bello e non perché ero giovane, capelluto, magro e bello. Era tutto più tollerabile al tempo di TMC2,  persino Red Ronnie e Morgan che non partecipava ai reality e scriveva dio di canzoni come Cieli Neri.

    Costruire, Niccolò Fabi.

    Ci sono giorni perfetti. Belli e memorabili, al punto che già ti immagini di quando racconterai ai nipoti, mitizzando ed enfatizzando, di quel momento lì, di quel giorno lì. Cose del tipo che se chiudi gli occhi, immagini una gioia, molto probabilmente penseresti al giorno in cui Paolo Benvegnù intervistò al Mann Niccolò Fabi, alla pizza straordinariamente buona che ti sei mangiato un’ora prima, alla compagnia, all’emozione collettiva che hai provato quando Niccolò Fabi ha cantato Costruire, a Benvegnù che spontaneamente ti fa i complimenti. Cose che mica micimicibaubau?

    5) Dopo tutta questa poesia mi duole passare ad altro.Hai elencato una serie di parole dal suono dolce e profondo (Pizza, Spring, Arenella, I used to be a little boy, Mann, Benvegnù) che passare ad altro mi rattrista come un televisore rottamato sull’assemediano. Attualità. “Di Maio, oh mio, Di Maio”. Che sta succedendo nella vita politica italiana? Di Maio ad Harvard, Renzi che riconquista il partito di Renzi. Salvini, ahia. E’ cambiato tutto. Siamo passati dallo smacchiamento del leopapardo al nero più profondo delle tigri da tastiera in un batter d’occhio. Io non voglio fare il nostalgico. Di certo non ti verrò a dire che prima la circumvesuviana non arrivava in ritardo. Ma mi puoi dare rassicurazioni. Come avrebbe detto mia nonna, dove andremo a finire? Fai un po’ il mago Otelma della situazione. Cosa succederà il prossimo anno? Dimmi che finissage faremo?

    Non mi dica niente, ma per forma mentis io alla magia preferisco i numeri e la scienza. E per risponderla mi sono permesso di contattare il dottor Lorenzo Notte, che lei sicuramente conoscerà. Grazie alla disponibilità del Dottor Notte, ho avuto la possibilità di fare un consulto telefonico con Masia, Pagnoncelli, Noto, Mentana durante la maratona e il politologo casalnuovese Mario Visone. Per cui, caro Cetta, grazie a dati metereologici fatti con sistemi statistici di previsione assolutamente affidabili, le posso solo rivelare  che al prossimo giro vincerà ancora Lui. E non mi chieda chi è Lui perché mi costringe a violare sin da ora il silenzio elettorale.

    cefali

    6) Di sicuro lui, è uno dei fitness forever! Un pupattolo! un Dudù! Uno con una certa cultura nei prediciottesimi a Casoria. Mica come me che non leggo un libro da quasi un anno. Sono troppo occupato ad andare per concerti. Suggerisci qualche nuova uscita da leggere e da ascoltare ai fratelli Greenwood prima del live al Parco delle Cascine, Florence 14 giugno, 2017.

    In questo momento ho una grande passione per l’editoria indipendente e colgo l’occasione per suggerirle tre titoli che ho letto ultimamente:

    a)Grandi Momenti di Franz Krauspenhaar, Neo Edizioni; b) Sottrazioni di Carlo Sperduti, Gorilla Sapiens Edizioni; c) Vangelo di Malavita di Claudio Metallo, CasaSirio Edizioni.

    7) Mark Zuckerberg dichiara che in futuro parleremo solo tramite chat. E’ uno scenario che mi inquieta un po’. Io non amo chattare. Molto meglio Nastasya Filipovna. Il mio cuore continua a pulsare affinchè la chat si tramuti poi nel grande romanzo dell’Ottocento.  Un uomo che a te piace molto canta: “Non riesco più a vedere la differenza se c’è fra la vita reale e la vita al cellulare..” Dimmi qualcosa. 

    Spero Zuckerberg abbia torto, anche perché uno degli intenti dei cefali (abbiamo scritto anche un manifesto su questo) è proprio quello di spingere le persone ad uscire dal blog e dalle chat, per andare in giro a fare cose: guardare un film al cinema, andare per concerti o per presentazioni dei libri. Perché l’amore vince sempre sull’invidia, sull’odio e sulla vita cellulare.

    8) A grande richiesta, per decine di migliaia di supporters, torna l’ora del giuoco a cazzo Avere(ex)27anni1/2. Ti dico una serie di frasi, più o meno estrapolate e strampalate da contesti musicali/letterari e tu mi rispondi come meglio credi, senza pensarci più di tanto.

    a) C’era un rumore in lontananza ma eri tu che ascoltavi Franco Ricciardi ed i Sonic Youth/

     No, era Franco Ricciardi che insegnava un nuovo accordo a Vasco Brondi.

    b) Dobbiamo costantemente buttarci giú dagli strapiombi e farci crescere le ali mentre precipitiamo.

    e quando cadete con la capa per terra, fateci caso.

    c) Sebbene inchiodata fino alla nausea agli stessi colori, agli stessi soggetti, alle stesse case e agli stessi mali, fantasticava sul suo futuro senza ritegno. Aveva da qualche parte della testa echi di post rock e di guerra./

    Starnone, vomerese!

    d) Un popolo sprofonda in pensieri di religione e di fede. Un altro è sicuro di aver trovato la certezza. Un giorno arriverà una voce che temo dirà: la via da seguire non è proprio né l’una né l’altra, Na in na An./

    la senti pure tu? quella è la voce di D10s

    9) D’angelo, non ce la faccio. Finiamo questa cosa assurda di nuovo col calcio. Torniamo a parlare di cose serie. Che ‘a vita è ‘nu muorzo e vento di terra e quello che vale per la sera non vale per la mattina. Il calcio Napoli è opera d’arte popolare collettiva. Stupefacente. Crea dipendenza. E’ Un vernissage che non conosce finissage. Ce la facciamo con questa cosa del secondo posto? L’anno prossimo sarà quello buono? La finiremo con l’essere bellissimi e perdenti?

    Cetta, non mi dica niente, ma io sono scaramantico, non mi voglia male ma io   a questa domanda rispondo con una serie di scongiuri.

    10) Siamo alla chiusa finale. Baci & abbracci.  Saluta gli extravesuviani. 

    Caro Cetta, ringrazio tutti voi per l’ospitalità e lei in particolare per l’intervista. Ciò che la linea Baiano della Circumvesuviana unisce e molto più di ciò che divide.

    Sei un delizioso vernissage, D’angelo. Ti voglio bene en plein air. Campi di Popcorn e patatine e Tennent’s per tutti. Paga Fabio.

    p.s. Comunque Starnone non c’entra un cazzo col postrock. Postepay Rock in Rome. 

    cetta d'angelo reading