• Dopo il punto

    La prima lettera della prima riga di tutto questo. Un inizio. Che sia del tutto nuovo, riciclato o un modo diverso di vedere la medesima cosa, non importa. Ѐ il folto casellario di ogni giornata di tutte le singole esistenze planetarie. Il trillo disobbediente della sveglia, sempre puntuale con i nostri risvegli. Il respiro più lungo quando ci tiriamo su, con gli occhi ancora costretti in mondi lontani da questa realtà. Il caffè, l’apertura della finestra che incanala il nostro umore per le ore successive, il fuoco che zampilla piano sulla sigaretta d’ordinanza.

    La consuetudine, forse, dovrebbe essere messa al bando per ciò che concerne gli inizi. Ma è un dato di fatto, una vecchia trappola da cui è difficile evadere. Allora guardiamo meglio la meraviglia, che potrebbe inserirsi come l’inizio di una passione, della commozione, del brivido. Scegliete voi, oltre lo scarno e freddo scenario dei palazzi e delle strade, a parte forse il risultato che possiamo ammirare dopo il temporale prolungato, con le strisce bianche in mezzo alla carreggiata che spiccano in lucentezza, come a indicare un percorso probabile e perciò affascinante.

    Possiamo disporre di ogni singolo momento della nostra vita così come preferiamo, gestendo al meglio o al peggio tutti gli inizi che ci toccano, come un maestro d’orchestra che dà il via alla musica con un colpo di bacchetta. Nessuno è capace di toglierci questa possibilità, che cammina col braccio legato alla tessitura lenta dei nostri destini. Perché sono loro che vengono a cercarci, che bussano alle porte implorando di essere sviluppati. Gli inizi sono così, testardi, maleducati, vestiti di tutto punto o coperti di fango fino alle braghe. Possiamo scacciare quelli che riteniamo inutili e tenere al caldo del focolare quelli in cui rinveniamo una chance.

    Può darsi che un giorno ci pentiremo di aver tenuto fuori qualcosa, ma c’è sempre tempo di mettersi in viaggio per recuperare gli incipit perduti e instaurare una bella storia d’amore. I sognatori si aprono allo stesso inizio fino a quando non raggiungono l’obiettivo. Fino al loro ultimo respiro. Gli altri, che di nuove aperture se ne intendono, li guardano da lontano, li sbeffeggiano e se la ridono. Ma nessuno di loro potrà mai sapere con certezza se sarà stato un bene riempirsi la casa di questi tizi sconosciuti. A volte ci curiamo poco di loro perché è anche difficile rendersi conto che abbiamo cominciato a correre in una certa direzione. Possiamo solo aprire gli occhi, curare i dettagli che ci capitano e controllare che, ogni tanto, il cuore macini quattro o cinque battiti in più per minuto. Aspettare i tempi maturi, come si dice, o soffocare una scelta sbagliata. Possiamo concederci tutto quello che è alla nostra portata. Che è un sacco di roba interessante. Una idea meravigliosa, questa degli inizi.