• Collettivo Extravesuviana

    • maggio 11, 2017 in Parole, Poesie

    Due Poesie di Vanna Piacente Denies

    Non ho niente se non

    un filo di spago come una linea

    che il mare traccia all’orizzonte.

     

    Qui, si sta come i vecchi

    sospesi in un tempo di

    corde che suonano la

    musica del vento.

     

    Nella mia domenica non odo la campana a messa,

    l’unica campana che risuona è quella del saltello della capretta.

     

    Addomesticati i pensieri.

    Non li odo.

     

    Una Danza

     

    Mi fermo lontano.

    Osservo una danza che non danzo.

    Una danza che non si danza è una danza che si spalanca e

    che ha già generato un attimo,

    che sta frequentando il luogo

    e abita una veste di calza stretta già smollata

    elastica come la pelle che mi dimora nel corpo.

     

    Mi trascino senza andare,

    oltre sento,

    ma sbircio e cado su un tappeto che non sufficientemente

    mi sorregge,

    ora mi tiene sospesa

    fin quando mi sbalza su

    e vorrei sentire con i piedi che non mi sorreggono,

    li frequento,

    penzoloni sono immobili.

     

    I piedi non producono passi

    riesco appena a scrivere nella mia memoria la storia di

    questa danza.

    Dai piedi che non danzano versi e rime di nubi

    che precipitando generano le lacrime

    sui corpi bagnati di cristalli

    che hai versato

     

    Vanna Piacente Denies, danzatrice e performer, il suo percorso artistico è un continuo divenire. Fa esperienza di danze del medio oriente e teatro danza. Arricchisce la sua formazione viaggiando incontrando luoghi storie memorie culture che possono divenire espressione  nelle sue performance. Si definisce una donna che cammina e prova a scrivere dei propri passi.