• Extravesuviani come noi

    Le brevi bio di tutti coloro che hanno scritto, disegnato, fotografato per Extravesuviana.
    Cliccando il nome di ogni autore visualizzerete tutti i post corrispondenti.
    Loro sono extravesuviani. E voi?

    Antonio Amato nasce su un’isola. E forse per questo potrebbe evitare di tediare tutti con il concetto del sentirsi sempre uno spiantato, uno fuori posto ecc. Appassionato di fotografia, musica e cinema. Naturalmente portato per il fancazzismo, è riuscito a laurearsi in Storia dell’Arte Indiana. E forse anche per questo non riesce a evitare di spiegare a chiunque glielo chieda che no, il Buddha non ha niente a che vedere con quel panzone cinese. Colleziona confezioni di rullini. E biglietti della metro di Parigi, in attesa di fuggire oltralpe in un momento di follia.

    Antonio e Cleopatra. Antonio nasce a circa 25 km ad est di Napoli nell’anno 2737 ab Urbe condita. Nello stesso anno si conoscono Winston e Julia all’ombra dell’Ortodossia e del Ministero dell’Amore. Novellista, poeta e cazzaro. Nato in Provincia e lì cresciuto. Dove: “Quasi inconsciamente,[…] scrisse (e continua a scrivere) con le dita sul tavolo coperto di polvere: 2+2=5″. Cleopatra non conosce latitudini, perché anche il centro del mondo – quando lo ha visto – le è apparso una periferia. In attesa del treno diretto verso una gravità permanente, legge, studia, scarabocchia, serve ai tavoli. Si intrattiene, insomma. Va per i trenta, ma è nata solo il giorno in cui le è balenato in testa: “Oh!, Madame Bovary c’est moi”. E da allora, cerca di sfuggirvi.

    – Teresa Arcieronata a Capua, la città da cui Spartaco sfidò l’Impero romano. Per anni una studentessa universitaria pendolare, finalmente laureata in Relazioni Internazionali. Crede nei diritti umani sopra tutto. Ama Napoli, il suo cane Peggy e l’odore delle pagine dei libri.

    –  Ugo Babilonia nasce ad Addis Abeba (Etiopia) da Padre Argentino e madre di Monteforte Irpino. Cresciuto a metà strada tra l’Africa e l’agro nolano trasporta nella sua quotidianità il dramma di chi vive sospeso tra sogno e realtà.

    Mariangela Barretta è una giornalista pubblicista. Gironzola per l’Università Orientale di Napoli cercando di capire da quale lato della cattedra stare. Per disturbare l’umanità conduce programmi in radio e imbratta vari siti. Sogna di guadagnarsi da vivere studiando.

    – Cristina Boccaccini , 25 anni, sangue misto, musicofaga, tè dipendente. Laureata in biologia, in cerca di lavoro e di cibo per l’anima, non necessariamente in questo ordine.

    Alessio Bonazzi nasce in una provincia del sud, la ama, la odia. Parte alla ricerca di nonsisabenecosa, torna nonsisabeneperché. Parla un sacco, fuma troppo e vive in una casa piena di vinili. Sta aspettando che qualcuno o qualcosa gli cambi la vita.

    Noemi Borghese, nata a Napoli, disegna dal’età di tre anni e nel frattempo impara a leggere e scrivere. Da autodidatta, ovviamente.

    – Cristina Calabrese nasce in un paese di 15 mila abitanti, da cui sarebbe voluta scappare in tutta fretta per la paura di restare legata ad una mentalità vecchia e senza possibilità di un vero cambiamento al di là delle apparenze. Ci è nata 32 anni fa e da qui per tante ragioni (e oggi anche per amore) non mi è mai mossa salvo per viaggiare.

    – Antonietta Caputo, aspirante psicologa di 25 anni che ha sognato per anni una carriera da musicista. Appassionata delle menti umane, compreso quelle più contorte, vive a malincuore in un posto fin troppo “intravesuviano”. Sogna la fuga, ma non conosce ancora la meta.

    Martina Caschera  si divide tra Napoli, Pozzuoli, Roma, Anguillara, Prato e (ogni tanto) Cina. Non riesce, evidentemente, a stare ferma. Studia cinese, letteratura e arte. Pratica l’illustrazione e, anche per questo, non è una persona seria.

    – Giovanna Casoriaumana e umanista, ama esplorare la mente e il mondo. E’ un misto di forza e delicatezza, illusione e disincanto. Sturm und Drang e Spleen al tempo stesso…

    – Matteo Castellani Tarabini nasce l’ultimo quarto d’ora del 1983 in quel di Modena.  Da anni tenutario di un blog che probabilmente legge solo lui. Finge di lavorare con i social network, cazzeggia molto, scrive ancora di più

    Luca Caterino  lascia la provincia nord di Napoli nel 2006 per rincorrere il denaro facile del Nord. Non trovatolo, è costretto a rimanere in Toscana per l’impossibilità di pagarsi il biglietto di ritorno. Aspirante scrittore da sempre, il lavoro da ricercatore lo costringe a scrivere soltanto di recessioni economiche, che egli descrive con toni lirici o neorealistici a seconda dell’ultimo romanzo letto.

    – Francesco Cece divide la sua vita fra l’Agro nolano e la zona dei Campi flegrei, fra i boschi e le città, fra la passione assoluta per la poesia e la professione dell’ingegnere… tra fottuto romanticismo e librata solitudine.

    –  Riccardo Ceres, cantautore e compositore, nasce a Caserta il 24 Luglio 1978.  Attualmente appoggia l’esercito di liberazione dei nani da giardino e guarda molti film porno, ma soltanto dopo le sei della sera mentre sorseggia  del pessimo vino e si gode l’uscita del suo ultimo disco.

    Dario Cetta è un sentimentale. Vive nel triangolo dell’amore e della morte, ama gli occhi tristi degli artisti, la strada, i concerti e le citazioni.

    Sara Coletta  è sostanzialmente qualcosa che si può masticare senza avere la preoccupazione di un blocco della mandibola, ma che prima o dopo ti lascia di sicuro con un paio di carie e qualche dente spezzato. I suoi sorrisi nascono da bellezze intangibili, e le sue lacrime l’accompagnano solo nelle verità. “Vorrei lasciare un bel taglio nel vento, come fanno gli uccelli, quando migrerò… solo questo.”

    Emanuela Colombo ha più di mille anni, anche se ne dimostra solo ventuno. Ha deciso di studiare Storia dell’Arte, perché ama nutrirsi di bellezza, ma quando può afferra il taccuino anche per scrivere, oltre che a progettare bozze per disegni che non completerà mai. Adora le lettere, quelle scritte a mano: ne scrive tantissime, ma non le spedisce. E sniffare la carta. In realtà ama sniffare tutto, anche voi che state leggendo. 

    – Fioravante Conte se può resta, se necessario parte. Dorme poco, esce tanto, vive bene, gode nella maniera giusta. Vive la strada ed i suoi personaggi. integratore sociale, si divide tra più nazioni, collezionando amicizie, amori ed emozioni. Ininterrottamente. Vive due vite come Bruce Chatwin: una per viaggiare, l’altra per raccontare. Giornalista di lunga data per numerose testate, è alla ricerca della via del montone. Quella giusta, a trent’anni e con una stramaledetta voglia di stabilità. Nel frattempo è pronto a ripartire, custodendo nei suoi pensieri la sua terra per cui ha lottato e continua a lottare. Sia da dentro che da fuori. E poi c’è il mare.

     Francesca Corradini è eternamente combattuta e divisa tra l’ironico pianto e la violenta ira, tra i candori e gli ardori, tra la luce e l’oscurità, tra il vuoto e il tutto, tra l’arcaico primordiale e il moderno, tra la paura e l’audacia, tra l’essenza e la parvenza, tra la marea e il mare calmo, tra il silenzio e il rumore, tra l’odio e l’amore, tra l’amabile e temuto caos e l’amabile e temuta quiete.

    – Allan Corsaro è un personaggio in cerca d’autore, in cerca della propria identità che si dice vaghi sospesa lungo la periferia casertana. La scrittura è un modo per racimolare i resti di questa impossibile identità. Sogna, a volte, la bellezza oltre la miseria umana cantata da Allen Ginsberg, la fuga per affermare l’impossibile libertà di Reinaldo Arenas e la possibilità di riscatto da questo Tempo e dai suoi luoghi.

    Domenico Cosentino vive a Pomigliano D’Arco ma sogna Parigi. Ha pubblicato recentemente “Come un calzino bucato”, una raccolta di poesie dedicate alla precarietà.

    – Elvira Cotiquarantenne con lo spirito ventenne/sessantenne, nata nella provincia di Napoli, da poco trasferita a Roma per amore e quindi con un nuovo sito “under construction”. Ha viaggiato poco ma sognato tanto, ed è, allo stesso tempo e modo, sognatrice e realista, con un occhio vede il bicchiere mezzo vuoto e con l’altro cerca una brocca d’acqua per riempirlo. Ha studiato, seminato, lavorato tanto, ma raccolto ancora troppo poco. Ha divorato centinaia di libri, ma ne ricorda solo qualcuno, quelli che l’hanno emozionata davvero.

    – Crima non sta da nessuna parte, poiché Crima è lo pseudonimo per la sua poesia. E la poesia non ha luogo se non nel paradosso dell’ispirazione: l’emozione più vera e concreta che un animo umano possa provare, imprigionato nel corpo. L’unica cosa capace di uscirne, eppur servirsene nel medesimo istante. Crima rappresenta la passione per la vita e i sentimenti, quelli che fanno piangere e sorridere insieme.Che poi se uno nasce scrittore non può cambiare il proprio destino. Che si lavori per scrivere, o si scriva per lavorare, si aspetta sempre lei, la Musa dagli occhi di ghiaccio che si può nascondere ovunque. Se la vedete fatele un fischio.

    – Fabio D’Angelo è uno splendido trentenne che vive a Casalnuovo di Napoli e, avendo poche esigenze, se la passa moderatamente bene. Cefalo-blogger per www.bandadicefali.it.

    Federica D’Avanzo non ha mai avuto le idee molto chiare riguardo ciò che fossero le sue aspirazioni. Sognatrice insonne, progettista in erba, è incatenata alla realtà ma innamorata della fantasia. Disegna per gioco e scrive per caso, ma lo fa con spietata freddezza.

    Luigi D’Onofrio22 anni, illustratore freelance (disoccupato!). Ha studiato illustrazione all’istituto europeo di design a Roma. Adesso, dopo 3 anni fatti di sogni e grandi aspettative, è ritornato in paese. Vive a Sparanise, un paesino in provincia di Caserta, dove tutto è uguale da quando è nato.
    Un paese dove arte e creatività sono parole sconosciute.
    Un paese dove credere in qualcosa è difficile, ma ci si prova.
    Un paese che non accenna a migliorare, ma che, in questo momento, è casa sua.

    Pasquale De Falco nasce a Napoli. Sei anni fa, da Pomigliano d’Arco, si trasferisce a Milano per lavoro. Adora la letteratura, il cinema e la musica ed ama  Napoli, con i suoi difetti e i suoi pregi. Una persona che sorride ogni giorno, realista e sognatrice nello stesso tempo.

    Carla De Felice: “Ho il ballo di San Vito e non mi passa”. Gira da anni per l’Europa alla ricerca di un posticino nel mondo e alla fine ritorna sempre alle radici agro nolane. Ha spesso la testa altrove, anche se la maggior parte delle volte non sa neanche lei bene dove. Colleziona vinili, locandine di film e fotogrammi cinematografici. E le piacciono le nuvole. E’ una cefala e ne va fiera. Non ha ancora capito bene cosa fare da grande, ma per quello c’è ancora tempo.

    – Vincenzo De Luca, 29 Anni, libero professionista che rifiuta categoricamente l’appellativo di precario. Si prende estremamente sul serio quando indossa la giacca e per le decisioni importanti si affida all’esito del solitario con le carte napoletane. Alla costante ricerca di un equilibrio spazio-temporale, per questo ha cambiato città tre volte, e altrettante volte ha cambiato vita. Segni particolari: Di chiare origini extravesuviane.

    Pasquale Del Giudice ex promessa del calcio, ha ottenuto l’investitura nel mondo della poesia dal sito di scaruffi e dai filoni nella villa comunale di Nola. ha tendenze al pensiero pesante, ma continua a sfuggire alla taratura umana della bilancia e alla vita mondana, grazie anche ai funambolici autobus da e per San Gennaro Vesuviano.

    Francesco Di Bella è il frontman dei 24 Grana. Ha messo, e mette, la propria voce al servizio della sua Napoli, raccontandola negli spigoli, nei quartieri ghetto, nei fantasmi, nelle speranze e nelle illusioni. Ampiamente riconosciuto dagli addetti ai lavori come uno dei cantautori più carismatici della scena musicale italiana, negli anni ha affrontato un processo di maturazione compositiva che, tuttavia, non gli ha mai fatto perdere l’attaccamento alla propria terra e alla gente che la calpesta.

    Davide Di Cioccio aka Cybergerac, geni napoletani latenti, riscoperti da 10 anni. Biologo co.co.pro, vive serenamente fino a scadenza contratto.

     Candida Di Palmaclasse 83, ha una seconda casa in Scozia, una prima da dividere con due cani e un maresciallo e (magari) una terza di reggiseno. E’ (ri)animatrice delle serate nell’agro, è praticante avvocato (praticamente non guadagna), ha più capelli che vizi, e più voce che capelli. Uno spirito tenchiano in un sorriso da pubblicità AZ.

    Francesco Divisato è innamorato di Napoli ma non dimentica i profumi e i sapori delle sue radici irpine. Lavoratore (non più) precario, padre e marito a tempo pieno; sorride ogni giorno per combattere la sua battaglia senza perdere mai la tenerezza.

    Elisa ha una certa attrazione per le persone periferiche a se stesse, e una passione smodata per l’attaccare bottone con chiunque e chiacchierare, eccetto sui treni e quando non è persa a maneggiare la realtà in times new roman 14 a insaputa di tutti. Delle volte non arriva a fine mese per colpa dei concerti. Deve aver studiato e lavorato, ma non è interessante.

    Lorenzo Esposito, terribilmente realista ma estremo sognatore, amante dell’arte, della musica e della filosofia. Studia Architettura a Napoli e vive nella convinzione che “tutto si riconduca a ciò che l’uomo pensa di se stesso e della vita”.

    – Euskal, fulminato sulla via di Tobasco dal peto dello gnomo agnostico Adurzo, il nostro si ridesta con intenti bellicosi: rendere il mondo più pulito a colpi di penna, rutti e ramazza. In seguito al mefitico razzo esploso dal diecicentimetri bipede, innumerevoli nascono le produzioni. Tra queste una nota di riguardo meritano: “Uan”, “Ciù”, “Uan Ciù Tri”, che compongono la trilogia “Datemi il tempo, anche se ho chiesto lo spazio”. Proprio l’infinito diventa luogo-nonluogo dei successivi esperimenti letterari. I lunghi viaggi intrapresi in luoghi quali la Nebulosa nebulosa, il Buco Nero Beige, la Nana piccola di media stazza e il retrobottega di un noto discount belga, fungeranno da propellente, inevitabilmente mefitico, per opere mai nate. Il resto è scoria…

    Mena Fantarella, instancabile sognatrice, e’ laureata in scienze politiche. Le piace la storia e crede che il cambiamento nasca nei vicoli di periferia, tra le strade dimenticate e i sogni nascosti fra i mattoni e il cemento. Ama la gente e improvvisa conversazioni per strada, con le nonnine sugli autobus e i pendolari in metropolitana. Va sempre in giro con una macchina fotografica per rubare con i suoi scatti le emozioni dei passanti.

    Daniela Farnese (sul web Dania) nasce a sud-ovest, cresce a nord-est per poi emigrare, come tutti, a Milano. Una laurea in Lingue e Letterature Orientali, ha lavorato in produzioni cinematografiche, enti culturali, università e società di organizzazioni di eventi. Per lavoro scrive, sorride in tv e cammina sui tacchi a spillo.

    Francesca Fichera è nata a Napoli 24 anni fa, “perciò le piace il mare”, non potendo navigare prova a tra-scrivere mille oceani visti da altrettanti posti, inventati o sconosciuti. La scrittura le è stata sempre amica, spesso da sola, qualche volta in compagnia: dei film, dell’estate, delle finestre illuminate di sera come nei quadri di Magritte. Una laurea con lode in Storia e Critica del Cinema le ha spalancato gli occhi su ciò di cui è veramente fatta: carta. Perciò intende usarsi come foglio da imbrattare con i segni di un’utopia che non vuole resti tale, un mondo dove trionfino i giusti cantati da Borges e la magia dell’infanzia, e in cui tutto finisca ai piedi dell’orizzonte chapliniano di “Tempi Moderni”: con un sorriso in grado di polverizzare paure e cattiverie, come vampiri al primo sole.

    Teresa Fierro, quasi 29 anni ormai e già un passato da zingara alle spalle. Extravesuviana adottiva, disillusa d’origine, creativa per caso (o per finta). Ostinatamente ostile al mondo 2.0… finché sarà possibile.

    Mariarosaria Figliolia, biologa, scrive storie a volte infelici, i più belli dei suoi giorni non li ha ancora vissuti, rifugge il complimento “Sembra che non sei di Napoli”.

    – Antonio Foglia nasce ad Avellino il 15/11/1982; naturalmente portato per il disegno e la pittura frequenta il liceo artistico a Cardito per poi continuare il suo percorso in accademia per due anni. Appassionato di musica e poesia si diletta nello scrivere e suonare.

    – Vincenzo Forino nasce ventitré anni fa nella terra di lavoro, ma è consapevole che, paradossalmente, ne troverà uno solo in età pensionabile, ma tanto la pensione non gliela daranno mai.Nel frattempo studia relazioni internazionali e diplomatiche e giocherella con la macchina fotografica. Amante della natura, si diletta a raccontare tragedie ambientali sui quotidiani locali e a diffondere consapevolezza sullo stupro in atto della nostra terra, per la gioia di amici e compagni. A volte decide di mollare tutto e andarsene in giro per il mondo con uno zaino sulle spalle, ma poi si ricorda di non avere uno zaino e quindi desiste. Spera comunque di poter viaggiare il più possibile, preferibilmente dove non è arrivata l’omologazione culturale dei padroni occidentali.

    Carmen Franzese è partigiana e migrante del cuore. Ha visto molti luoghi, ha vissuto in molti luoghi. Viaggia ogni giorno, sostando con un abito leggero nelle emozioni proprie e altrui: sulle spalle il peso del mondo, un sacco colmo di propositi e, tuttavia, mezzo pieno, per accogliere souvenir da tutte le vite che vivrà. Porta anche una bisaccia, che riempie ogni volta che la fonte trovata non é frutto di un miraggio. Non mangia più animali, ma soltanto nuvole e fiori.

    Rita Fusco vorrebbe vivere di teatro, ama la sua terra e le piace raccontarla da “dentro”, tra bellezza, ripudio e disastri emotivi.

    Anna Giordano prova da 24 anni a fare accettare all’umanità tutta l’imperfezione. Vaga tra Napoli e la provincia natia di Castellammare di Stabia; tra l’Università Orientale e gli angoli vuoti della città. Ha iniziato disegnando sui muri e i pavimenti di casa. Attualmente ha all’attivo alcune partecipazioni a mostre collettive e piccole personali allestite con mezzi di fortuna per strada o in luoghi poco artistici, fuori dai circuiti tradizionali. Ha in testa molte cose. Proverà a farle uscire dalle mani.

    Enrico Gnei fa ricorso ad una ricerca poetica basata sul tentativo di dimostrare la veridicità di una frase che ama dirgli sua madre, ossia che quando è nato c’era tanta neve. L’immanità di questo compito ha fatto sí che nella testa di Enrico Gnei crescesse un grosso cervello con delle margheritine alla finestra. Attualmente Enrico Gnei recita la parte dello spettro un po’ qua e un po’ là, tema del quale pure la sua poesia si nutre.

    – Chiara I., primina svantaggiata, amante tardiva del luppolo e imbattibile Spoileratrice. Preferisce i romanzi alle persone e la imbarazzano le debolezze umane (specie le proprie). Coltiva velleità letterarie tra presunzione e insicurezza.

    Carlotta Indiano

    Andrea Iossa nasce a Roma da radici molto profonde nel sud. Nomade per dipendenza ormai. Osserva il mondo di traverso, non riuscendo a trovare una posizione comoda. Attualmente vive a Malmӧ, Svezia, dove lo pagano per pensare.

    Mafalda Laezza ha 29 anni e da un anno è scappata via dalla sua città di origine, in provincia di Napoli, per cercare un posto dove si sentisse davvero a casa. Nella sua città ritorna di tanto in tanto, durante i week end e le sta bene così. Di più non riuscirebbe a starci. Al momento impiega le giornate sperando di diventare illustratrice a tempo pieno, ama la montagna, fare lunghe passeggiate e scattare foto improbabili con le sue toy cam.

    Eustachio Lambertopoli, padre dell’estetoscientismo coassiale. Il suo sogno ricorrente è essere un personaggio della Londra vittoriana esperto di oppiacei che vomita a bordo di un idrovolante.

    Collettivo Latrones dal 2010 raggruppa grafici, fotografi e scrittori originari di Terra di Lavoro. Il Collettivo si occupa di tematiche ad alto impatto sociale e tenta di rappresentare la complessa realtà di una provincia del Sud Italia – paradigmatica dello stato di degrado di un intero paese – puntando su una comunicazione visiva diretta e immediata. L’obiettivo è diffondere conoscenza per risvegliare le coscienze.

    – Raffaele Lauro, 29 anni, da Vico Equense. Abbonamento annuale U11. Scrive se travolto da emozioni insperate o dall’incapacità di parlare al suo interlocutore reale. In tutti gli altri casi, preferisce non rischiare.

    – Mario Libecciano30 anni, precario della giustizia, residente in Nord-NordAfrica (Napoli). Qualcuno ha aggiunto: “vive confinato in un eremo dalla cui finestra osserva il mondo”.

    Massimo Locascio è laureato in Scienze Politiche, vive a Napoli, osserva il mondo, ne fotografa i dettagli, azzerandone le distanze

    Daniela Losini nasce nella Provincia di Como ma da dieci anni vive a Milano con il consorte e due gatte. Su web e su carta di cose ne fa moltissime: dal cinema allo stile, dai noir al makeup. Ha pubblicato numerosi racconti di narrativa e come giornalista collabora, tra gli altri, con Grazia, Cosmopolitan e Vanity Fair.

    Giuseppe Luciano abita nella zona Est dell’Extravesuviano, più precisamente a Sperone. Da anni studente pendolare presso UniSa, dove si è pure laureato. Da sempre appassionato di tecnologie e di calcio. Ogni tanto ha nuove passioni, ultimamente: fumetti e street art.

    Francesco Maccarone nato a Catania il 9 -9 -1961, detenuto dal 2 -6 -1992, condannato al Fine Pena Mai (“ergastolo”). Ama la vita e la libertà.

    – Antonio Manfuso nasce nella Pozzuoli del terremoto, e forse questo segnerà per sempre la sua vita e il suo sentire. Cresce nella Monteruscello dei terremotati e scrive da che ha memoria per liberarsi delle sue angosce. Nel 2006 vince il Premio Solinas di scrittura cinematografica e nel 2010 pubblica il suo romanzo, ”Le notti di San Francisco” con la casa editrice indipendente Zerounoundici. Instancabile scrutatore dell’animo umano, ha studiato psicologia ed è un appassionato di musica indie e arti visive (cinema, serial). Oggi nutre la sua ispirazione di quelle notti strane fra i vicoli napoletani a lui tanto cari.

    Chiara Manuguerra16 anni, frequenta il secondo anno del Liceo Artistico di Avellino. Vive a Roccarainola, fertile terra senza coltivatori. L’arte le consente di esprimere a colori la sua essenza, con le parole le dona il fascino che merita e, con la danza, l’eleganza. Non ha chiare le idee riguardo il suo futuro, ma crede nella possibilità, insieme a tutti i giovani, di cambiare il futuro di tutti.

    – Matrioska è una Matrioska, non perché nasce in qualche sudicio ospedale sovietico ma perché balla la polka con mille nodi in gola, senza mai provare la vaga sensazione di essere felice, né giuliva, ma guasta e perennemente in difetto. È maturanda in scienze dell’emozione, l’emozione arbitraria che spesso scappa perché priva di freni inibitori. Ama scrivere per le bestioline rare che si annidano sul comodino per poi ucciderle, consapevole del fatto che il karma un giorno la punirà per tutto questo. Vive spudoratamente due vite e ciò le crea ingorghi spirituali devastanti, anche se oramai è una esperta del taglia&cuci, taglia&cuci, taglia&cuci a furia di rammendare il suo cuore. Non si fidanza perché ciò non le permetterebbe più di ubriacarsi per carenza d’affetto, scherza con il fuoco, ha l’amico immaginario e se la incontri dovresti starle lontano….potrebbe essere una Matrioska kamikaze! Per il resto il suo passatempo preferito rimane l’Ikea.

    Silvia Masseterino adora guardare l’ombra delle nuvole galleggiare sul ventre delle montagne e sognare ad occhi aperti.

    Luigi Mauriello

    Animale Meccanicorapsodo vagante, sorvolatore di spazi, bandito di strada. un ragazzo dell’extra-vesuvio che sogna un po’ oltre il limite. scrive per comprendere il mondo che ha dentro cercando, nel contempo, di spiegarsi agli altri. fotografo dilettante, musicante psicotropo, ossessionato dal vero, innamorato del bello. si direbbe sia sicuro di sé, ma forse ha soltanto Fiducia.

    – Antonio Mercadante è affascinato dalla bellezza del mondo, cerca per sua natura di dare ordine all’ ordinario pur credendo fermamente nelle leggi del disordine; nelle sue foto cerca di attirare l’ attenzione dell’ osservatore il tempo necessario perché l’ immagine riesca a suggerire impressioni, atmosfere, ricordi.

    – Raffaele Milite

    – Matteo Moretti è un personaggio chiuso nella infinità libertà decisionale. Guarda con fare disincantato alla magia della semplicità, di cui spesso è timoroso. Ma sente crescere la rabbia del lottatore quando la difficoltà della scelta si scioglie in miseri pezzetti di cioccolato che vanno soltanto assaporati, uno dopo l’altro.  Assuefatto alla dolcezza di ciò che è complicato, bramoso di conoscenza illimitata, viaggia alla ricerca del proprio controllo, e della sopportazione di se stesso. La sua provincia extra-vesuviana? La sua mente.

    Annamaria Napolitano dopo la laurea in Lettere Moderne decide di seguire la sua più grande passione: il teatro. Si trasferisce a Roma e studia recitazione presso il DUSE International. Tra una lezione e l’altra si trova tra i piedi un certo “Al”, amico di De Magistris. Ha partecipato, come attrice, al cortometraggio “Le donne lo fanno meglio”, ama la comicità ed i testi surreali.

    Antonio Napolitano vive in un altrove a metà tra Roma e l’agro nolano in un tempo indefinito tra futuro e passato. Si credeva cittadino dei mondi ma resta un accanito qualunquista provinciale. Per giunta di periferia.

    Daniele Napolitano detto “Lele”, ha 26 anni ma ancora non ha capito il perché. Appassionato di tutto ciò che ha a che fare con un computer, razionale per natura, passionale per gioco; l’unica relazione stabile che riesca a mantenere è quella con una rossa doppio malto.

     Gianluca Napolitano, classe 83, aspirante precario, pratica il pessimismo della ragione ma anche l’ottimismo della volontà. Prende la vita come viene, ma non ha ancora capito perché. Formatore, giornalista, eco-attivista, sogna di diventare contadino o qualcosa del genere. Per via di una passione antica è Consigliere comunale a Nola, ma spera ancora di poter cambiare il mondo.

    – Mariangela NapolitanoHo 28 anni, sono cefalo-blogger e illustratrice. Professo la fede nelle piccole cose, che come lego incastro a formare la bizzarra, ma colorata, architettura della mia vita. Preferisco le giraffe ai leoni, non faranno tutto quel ruggire ma ci vedono di certo più lungo e arrivano più in alto. Mi sento extravesuviana per indole e per scelta, ho cambiato molte case e ancora lo farò, anche se finisco sempre col tornare alla prima a cui sono appartenuta. Se volete trovarmi potete farlo qui: www.emmepuntoacapo.it e www.bandadicefali.it.

    Marco Nardi, mariglianese ma non troppo, partenopeo più di molti napoletani, crede che tutti dovrebbero avere il diritto di vivere e morire nella propria terra. Glocal e terrone, cerca di far conoscere la propria cultura al di là dello stereotipo.

    Giovanna Nuzzolo, appassionata di lingue straniere, ha studiato all’Istituto Universitario Orientale quando ancora non si chiamava col nome di un bar. Precaria dell’editoria, dopo una breve esperienza come precaria della scuola -da cui è scappata a gambe levate perché quella dietro la cattedra proprio non è la sua sedia- ha deciso col suo compagno di aprire un’apicoltura nell’Alto Casertano. Ha scoperto i ritmi della natura, la gioia delle piccole cose. Attualmente la sua occupazione principale è “mamma di Matteo”. Mai stata più felice. Continua a coltivare la sua passione per le lingue traducendo quello che capita, quando capita.

    Maria Orefice ha 25 anni e se le chiedi di dov’ è si ferma a pensarci, sorridendo chiede una domanda di riserva.
    Il suo paese cambia nome ogni 100 metri. Vive in un lembo di terra a metà strada tra la provincia di Napoli e quella di Avellino. Se la chiami ‘Bassa Irpinia’rischi di offendere i residenti perché il basso indica qualcosa di corrotto, losco e infido e pure gli Alti Irpini che non vogliono che siano a loro affini i “napoletani” , che nell’immaginario collettivo sono furbi, ladri e accattoni.

    – Pietro Pancamo scrive per la piattaforma culturale di Hong Kong «Beyond Thirty-Nine». Ha collaborato, come recensore, con il «Corriere della Sera». Dopo essere stato incluso nell’antologia «Poetando» (Aliberti) curata da Maurizio Costanzo, si è visto pubblicare una breve raccolta di versi dal blog «Poesia» della Rai e dedicare una puntata del programma «Poemondo» dalla radio nazionale della Svizzera italiana.

    – Rossella Papa, 22 anni, Design di Moda e Modellista tecnico-industriale. Ha studiato presso l’ Accademia della Moda di Napoli in una delle piazze più strambe e caotiche della Terra: Piazza Garibaldi. Vive in un paesino in provincia di Caserta che prende, da chissà dove, il nome di Calvi Risorta. Un nome che non gli si addice troppo perché Calvi continua ad essere un paese morto in cui l’essere diverso non è una fortuna ma una condanna. Un paese che ti deturpa l’animo e ti rende prigioniero. Scrivere per lottare, per liberarsi e liberare. Scrivere per restituire alla parola quella potenza che questa società le ha strappato via. Scrivere. Scrivere sempre!

    Carmine Parente è un ragazzo di 21 anni, studia Scienze Politiche e vive a Tufino. Sogna ad occhi aperti ma si distrae spesso inseguendo la realtà che scrive.

    Lidia Passaro, nolana di origine, alla costante ricerca di se stessa e del suo posto nel mondo, ad ogni ritorno ama cercare la bellezza nei luoghi in cui è cresciuta.

    Flavia Peluso sognatrice ostinata, vive in conflitto perenne con la voglia di scappare e l’amore che la lega alla sua terra. Vive da nomade la vita ed i sentimenti nella convinzione che un attimo valga più di ogni “per sempre”.

    – Vincenzo Perfetti è nato a Napoli 25 anni fa, molti dei quali trascorsi nella provincia. Crescendo ha maturato diverse passioni tra cui la musica, la lettura e la scrittura. Quest’ultima gli ha dato modo di alimentare pensieri e fantasie che lo accompagnano per le strade dell’hinterland partenopeo.

    – Domenico Perna, per tutti “Beat”, ha 31 anni e vive a Gallo di Comiziano. E’ fortemente convinto che l’amicizia debba essere sempre al primo posto. Sensibile, allegro ma, a tratti, malinconico, è un sognatore congenito. Scrive per trasportare sulla carta emozioni, speranze, sogni, illusioni, delusioni e tradimenti.

    – Antonio Piccolo ha condotto per 8 anni un programma di musica alternativa, ha realizzato cortometraggi e collaborato nella scrittura di varie sceneggiature.  Dal 2006 gestisce “La Cabala Book&Beer- Birreria letteraria” a Nola (NA), dedicata all’opera filosofica di Giordano Bruno. Scrive poesie, racconti e recensioni musicali sulla rete o su riviste locali.

    Ilaria Pizza, 27 anni, dottoranda in filosofia politica, meteopatica, due cani ed un gatto ad allietare le mie giornate, un tendenziale rifiuto per la rassegnazione, accompagnato ad una paura folle della delusione, in tutte le sue subdole forme. Il che si concilia malamente con l’essere extravesuviana, perché le delusioni qui sono all’ordine del giorno, rendendo ancora più preziose le rare sorprese positive, che pure ogni tanto la mia terra mi regala. Sono sempre in viaggio, sempre di ritorno (so per chi). Sempre sospesa tra il dire e il fare, tanto è vero che ho detto che me ne sarei andata mille volte senza, però, cambiare mai domicilio. In attesa della svolta epocale, scrivo come respiro, per necessità.

    Eduardo Quercia

    Mara Rana29 anni, laureata in Scienze dell’Educazione, specializzata in Formazione, un lavoro a “rapporto occasionale”, come riportato sul contratto. Nata l’11 settembre, tutti ricordano il suo compleanno in seguito all’attacco alle Torri Gemelle di New York. Determinata a cavare il meglio dalla sua città, vive a Napoli per scelta perchè ritiene che ci voglia più coraggio a restare che a partire.
    Sposata con un cittadino senegalese, attualmente si muove a suo agio tra le viscere e le budella della provincia e del centro, sentendosi veramente a casa solo tra le bancarelle, i negozi e le abitazioni degli africani immigrati.

    Maria Rainone si definisce una guerriera romantica e sognatrice. Combatte i giochi meschini della vita, fiduciosa di raggiungere il proprio obiettivo: essere felice e ridere spensierata. Adora la birra e i cappelli. Abbastanza in contrasto con la realtà che la circonda, ma questo, per molti, è il suo punto di forza.

    Salvatore Pablo Romano, metropolitano coi remi sempre in spalla, imbarca quotidianamente sogni e parole di ogni tipo. Scrutatore ipersensibile, osservatore interiore, viaggiatore dai confini strettissimi, poliglotta poco loquace, informatico di vecchissima tradizione, aspirante apprendista, un po’ tecnico, un po’ artista. Guidatore abilissimo, si spiaggia di frequente per amore del suo mare.

    Giovanna Ricchezza, 26 anni, afragolese appassionata di oriente. Precaria a Prato, laureanda a Napoli e inquieta di natura.

    – Martina Salvai nasce a Napoli nel 1989. Dopo il diploma scientifico comprende di essere fatta della stessa sostanza dei libri e si iscrive alla Facoltà di Lettere moderne della Federico II di Napoli, dove si laurea nel 2012 in letteratura italiana contemporanea. Attualmente è iscritta al biennio magistrale di Filologia moderna, perché proprio non riesce a “smettere”. Lettrice accanita, scrittrice in costruzione, sicché per buona parte della sua vita non sarà in grado (suggerisce Sbarbaro) di raccogliere altro che effervescenze, molto si intende di claudicanze (il neologismo è di Haim Baharier) e di balbuzie emotive, di spinte antigravitazionali di bellezza che trova solo nella letteratura, resta devota alla penna.

    Marianna Sannino è tutto e niente. Marianna è un vecchio diario che odora di polvere; una bustina di tè da sniffare; un piccolo cinema con le poltrone vecchie; un biglietto di sola andata. Marianna non è la persona che vorrebbe essere, ma un’ombra evanescente con lo sguardo perso ad osservare la vita. Quest’ombra ha paura di dimenticare, perciò scrive, come se non ci fosse un domani.

    – Michele Sanseverino ama mescolare la Rabbia e l’Amore attraverso la musica e le parole. Si sente Extravesuviano perché convinto che questo termine abbia dentro di sé due anime irrequiete e contrastanti: un’anima di Rabbia ed una d’Amore, una fonte di vita e resistenza ed una di morte ed abbandono. Extravesuviano è Rabbia, Rabbia che scivola lungo le arterie di cemento che tagliano come ferite insanabili il nostro territorio.
    Extravesuviano è Amore per questa Terra denigrata che senti visceralmente tua, Amore per le sue tradizioni, per le tammorre e le luminarie, per il pane caldo e per il vino rosso, Amore per ogni filo d’erba, per ogni sentiero di montagna, Amore per quel gigante dormiente che ci fissa silenzioso da lontano.

    Rosa Sanzone

    Michele Scoppetta nasce a Sarno il 30 ottobre di 28 anni fa. Laureando in Scienze dei Beni Culturali, riesce a mantenersi grazie al lavoro di operaio. Al suo attivo conta tre pubblicazioni di racconti brevi, la sua ambizione più grande è quella di pubblicare un romanzo. Lettore onnivoro, legge quanti più autori e generi possibili, confidando che un buon racconto nasce di sicuro da tante buone letture.

    Maria Grazia Silvestro, ha 16 anni, vive a Tufino e frequenta il Liceo Artistico di Avellino.
    E’ studente pendolare tra pianura e monti, tra una foto e un racconto, tra “il futuro e un’ipotesi”. Con la rivoluzione nel cuore e il sorriso sulle labbra.

    – Federico Simonetti si occupa di network sociali e studia le reti collaborative e l’impatto che i media hanno sull’organizzazione delle attività umane. Ha sempre studiato le persone e il modo in cui interagiscono, nella società, nella politica, nelle loro interazioni. Gli piacciono i film complicati, le grandi narrazioni, le serie TV americane. A volte non è antipatico.

    Giacomo Sugliano è un tradizionalista convinto: il vero ragù deve cuocere per circa 6 ore “pepeteando”. Crede che la consapevolezza delle proprie radici e la prosecuzione di antichi rituali sia la soluzione  al conformismo della globalizzazione. Vive a Gallo, ombelico del mondo, lavora per esigenza, studia, fotografa e lotta solo per passione.

     surreAle, 26 anni. Studentessa affezionata di Lingua Cinese con cui ha un rapporto complicato da diversi anni. Essendo troppo semplice il raggiungimento della laurea, si è distratta con diverse collaborazioni iper-mega-sfruttate presso la redazione di alcuni giornali nazionali. Sangue misto, sognatrice a progetto, accarezzatrice di chitarra e viaggiatrice incallita, è tornata al focolare dove, nel tempo libero che toglie allo studio, scrive ancora. Da sola, nessuno lo sa, ma lei scrive ancora.

    Luigi Tarallo

    – Luigi Torreggiani, Dottore Forestale e Giornalista Pubblicista, lavora principalmente nella Redazione della Rivista “Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi”, che tratta di gestione forestale e di valorizzazione della risorsa legno. È appassionato di scrittura, fotografia, montagna, libri… e buon vino. Gestisce il blog Scrivere & Fotografare dove raccoglie reportage e riflessioni attraverso l’utilizzo di scrittura e fotografia. Nel 2013 ha pubblicato per Edizioni Pontegobbo il libro “Quasi giorno, quasi casa, quasi amore”, il racconto del ritorno dalla seconda guerra mondiale del nonno Alpino, progioniero in Austria.

    Valeria “A’ Janara” nasce a Pozzuoli almeno mille anni fa. Psicologa clinica impegnata con i minori a rischio. Trova tremendamente difficile descriversi; l’unica immagine che le viene alla mente ogni volta che le fanno questa domanda è quella di una persona che cerca di stringere l’acqua tra le mani per vedere che forma ha.

    Paolo Vecchione è nato a Napoli nell’ agosto del 1983 e risiede a Sperone (Av). Diplomato al liceo classico nel 2002, iscritto (qualche anno fuori corso) al corso di laurea in Filosofia della Federico II. Recentemente consegue il tesserino da pubblicista ed è impegnato, da oltre dieci anni, nell’attivismo social – culturale – politico. Oltre il calcio e lo sport in tutte le sue forme, oltre il cinema e la lettura, il suo interesse più grande è la scrittura, anche in dialetto napoletano.

    Žilda è un artista rennese (Francia). Utilizza la strada come un ‘décor‘ per inserire i suoi personaggi dipinti su grandi cartelli di carta da giornale e svolgere le sue scene urbane.