• IL PAPA

    il_papaHo lasciato il seminario prima di farmi prete, ma non perché avessi perso la fede. Anzi. Da allora la mia fede si è fortificata ed ho avuto la possibilità di sviluppare le mie teorie su come poter avvicinarsi il più possibile a Dio ed al suo messaggio salvifico. Dio è estasi e l’estasi, in fondo, è il grande sballo dell’anima. Bene, è qui che ho compreso che la mia missione nella vita era quella di diffondere questo concetto, di inculcarlo alle persone e di conseguenza di favorire il più possibile la diffusione di tutti quei mezzi materiali ed artificiali che consentissero il raggiungimento del vero sballo, cioè di Dio. Non conta cosa usiamo per arrivare alla meta, ciò che conta è la meta.

    Io posso proporvi i 7 migliori prodotti che il mercato è in grado di offrire. Li chiamo le sette virtù perché, in fondo, i miei prodotti, come le virtù, sono concepiti per credere nello sballo, per desiderare lo sballo, per amare lo sballo più di ogni altra cosa, per resistere alle avversità ed agli eventi nefasti che vorrebbero impedirti di raggiungere lo sballo, per equilibrare lo sballo, per operare nel bene dello sballo ed infine per vedere tutto, proprio tutto, alla luce dello sballo. La cocaina è la fede, l’eroina è la speranza, il kobret è la carità, l’hascisc è la giustizia, la marijuana la temperanza, l’amnésia la fortezza e gli acidi, infine, sono la prudenza.  

    Gli acidi li produco direttamente io, ho sempre avuto una naturale predisposizione per le ampolle e gli alambicchi; il resto, esclusa la marijuana, viene dal Marocco o dall’America latina, passando per la Spagna. La marijuana non conviene importarla perché è troppo pericoloso e complicato il suo trasporto, per cui la coltiviamo noi, tanto qui il clima è buono e questa è una terra fertile. Quest’anno, però, ci sono state delle gelate e perciò il raccolto è stato scarso. Ma non ci siamo dati per vinti, l’abbiamo trattata chimicamente e gli effetti ora sono diventati più forti, a volte troppo, ma, in fondo, come vi ho già detto, non conta il mezzo, conta lo sballo finale.  

    Io non posso usare droga, la mia missione non me lo consente, se mi lasciassi andare, voi come fareste a trovare la strada da soli? Non fumo nulla e non tiro neppure e chi lavora con me, negli orari di lavoro, non si può sballare, non ci possiamo permettere di avere gente stanca e impacciata tra i piedi. Qua la prima regola è che devi saper correre e quindi devi essere lucido e stare in forma. Devi correre quando i tutori dell’ordine vogliono acchiapparti o peggio ancora quando qualcuno ti vuole accoppare e devi sapere correre anche quando sei tu a dover dare la caccia a qualche stronzo che se n’approfitta o che rompe il cazzo. Io amo i giovani, i miei ragazzi debbono mantenersi in forma, niente hascisc o kobret, sul lavoro ho permesso loro solo un paio di botte di cocaina, giusto per stimolare la mente e mantenerti più pronto. La cosa importante, però, è che stiano bene fisicamente, che vadano in palestra, che mangino sano. Qua, purtroppo, c’è troppa abitudine ad esagerare con grassi e carboidrati. Questa gente è abituata a vivere in condizioni di difficoltà economica permanenti, ha conosciuto la fame, quella vera, ed è abituata a riempirsi la pancia nel modo più diretto e veloce possibile. Quando i miei ragazzi si fanno troppo grassi, io li avverto: mettetevi a dieta, andate in palestra. Non c’è un secondo avvertimento, se ingrassano troppo, finiscono a lavorare in qualche stanza del buco, li metto con le donne, li metto a vendere siringhe e lacci emostatici, carta stagnola, cucchiaini, limoni, acqua distillata e tutto quello che serve per farsi decentemente. La paga è più bassa, ma non si fa certo la fame, grassoni e femminucce, nelle mie case di spaccio, guadagnano 300 euro a settimana, che poi, in pratica, sono 1200 euro a mese. C’è chi campa una famiglia. E poi se hai la fortuna di avere un marito o un compagno che spaccia, puoi oltrepassare i 3000 euro, che problema c’è? Se sei bravo, se vendi bene, se diffondi la fede, se dai speranza, se “customizzi” i fedeli e soprattutto se non rompi il cazzo, io ti premio.

    Non sono uno stupido o uno sprovveduto, ho un certo livello di istruzione, ho studiato il greco e conosco il pensiero di parecchi filosofi e teologi, avrei potuto dirigere un’azienda, ma ho scelto questa strada perché ho una missione da compiere. In un certo senso noi siamo simili ai primi Cristiani, dobbiamo vivere ai margini delle grandi metropoli, siamo tra voi, ma voi non ci vedete, non ci considerate e tendete a trattarci con superficialità. I pagani moderni ci guardano dall’alto verso il basso, dicono che siamo una setta, che prima o poi scompariremo, ma in cuor loro ci temono ed hanno paura. È vero, a volte dobbiamo nasconderci sottoterra, nei nostri bunker, nelle gallerie, nelle latrine scavate sotto questi infami palazzoni di cemento, ci sporchiamo di merda e fango, scappiamo quando i vostri soldati ci danno la caccia e ci stanno alle calcagna, ma riusciamo spesso a farla franca perché siamo uniti, abbiamo messo in pratica un sistema di solidarietà sociale, diamo assistenza a chi è rimasto solo, a chi è finito in galera o a chi ci offre il suo appoggio e la sua simpatia. Sappiamo essere duri con i nostri nemici e non apprezziamo i traditori, che brucino tutti nelle fiamme dell’inferno o nelle loro auto! Siamo una comunità, abbiamo delle regole e delle leggi da rispettare, ci sono dei premi per chi esegue bene il suo compito e delle punizioni per chi non lo fa. Nessuno è al di sopra di queste regole, nemmeno io, nemmeno ‘o Papa.