• Ossigenami di Baci – Intervista a Guido Catalano

    Irriverente, ironico, istrionico. Sarà con noi sabato 11 ottobre, per uno dei suoi indimenticabili reading. Ha scritto sei raccolte di poesie, da Ti amo ma posso spiegarti a Piuttosto che morire m’ammazzo. Di lui è stato scritto: «Le sue poesie fanno ridere, di cuore, di pancia e anche un po’ più sotto. Dicono che non siano poesie… ma un sabotaggio del senso comune e di quello non comune».

    Amici extravesuviani, ecco a voi Guido Catalano, intervistato da Avere 27 anni e 1/2. 

     

    Guido Catalano

    Guido Catalano (Torino, 1971) svolge da dieci anni la regolare professione di poeta con Partita IVA. La sua ultima raccolta di poesie si intitola Piuttosto che morire m’ammazzo, pubblicata da Miraggi Edizioni.

     

    Catalano, la donna dalle chiome nere cammina innanzi a me (due-tre-quattro). Io seguo e guardo il belvedere ondeggiar davanti a me (due-tre-quattro). Quando ecco si alza un po’ di vento, la gonna balza su (due-tre-quattro). E’ questione di un momento, ma non me lo scordo più (Pa-ra-pà-pà-pà).

    Non ho capito la domanda ma mi adeguo. Bella immagine.

    Guido, Paolo Conte non è una domanda, è una risposta: il Maestro, il più grande fra tutti noi. Una delle parole più utilizzate in questa intervista è e sarà poesia. Che cosa è per te la poesia?” Ho letto da qualche parte che il tuo sogno è scrivere la poesia più bella del mondo e che, per ora, sei riuscito a scrivere soltanto quella più bella del sud Europa (PBM). A che punto sei arrivato col progetto?

    Per me la poesia è tipo una mezza dozzina di cose. Non le ricordo tutte ma alcune sì.

    È ciò che mi fa vivere ad esempio. Sia da un punto di vista pratico: mi ci compro da mangiare e ci pago l’affitto. Sia da un punto di vista spirituale: quando scrivo una poesia bella son felice per alcune ore.

    Riguardo alla Poesia Più Bella Del Mondo, sono ancora lontano. Però mi sto specializzando in Alto Livello Di Romanticismo. Tipo che il record europeo di romanticismo per una poesia d’amore è di 9.2 e io sono arrivato a 9.1. Niente male.

    Quindi la poesia – se permetti –  è pane da spalmare su questo paese… In una recente intervista, uno dei  più controversi scrittori italiani, Sebastiano Vassalli sostiene che: “l’Italia è un paese al quale non riesco a voler male. Dove è difficile vivere e fare lo scrittore. Ma qui non si resterà mai a corto di storie”. Che idea ti sei fatto dell’Italia?

    Non credo che esista Una Italia. Viaggio molto per il nostro Paese. Dal nord al sud. Viaggio molto ma non esco mai dai confini patrii. Patri? Come si scrive il plurale di patrio? Vabé. Comunque viviamo in un posto che è mille posti assieme. Si passa dall’orrore alla bellezza assoluta. Non me ne andrei a vivere altrove.

    Più che altro perché son pigro.

    Comunque qui non ci si annoia.

    I tuoi reading sono memorabili. Tu sei un poeta che “suona” le sue poesie. Nei live, sei uno degli autori che riesce di più ai coinvolgere il suo pubblico. Quanto è importante la dimensione del reading nel tuo fare poesia?

    Fondamentale. Le mie poesie sono scritte per essere lette in pubblico anche se la mia speranza è che abbiano un’autonomia anche quando sono sole e senza di me. Io volevo fare la rock star, dunque la parola “suona” mi piace. Poi ho ripiegato su poeta professionista vivente perché c’era più posto.

    A proposito di limonamenti, autoscatti e musicarelli, concentriamoci ora sui fenomeni virali. Dato che nelle tue poesie ci si bacia sempre, voglio sapere cosa ne pensi dell’eterno ragazzo, voglio sapere la tua sulla Morandi Mania scoppiata sul web. Chi ha conquistato più donne in questi anni tu o il Gianni Nazionale?

    Becco molto più io, mi sembra palese.
    Per il resto non ho un’ opinione sul caso.

    Avrei molto da ridire, ma andiamo avanti…Momento Musical: so che ascolti un sacco di musica straniera quando componi poesie ma non quella italiana. Quali sono i tuoi gruppi musicali preferiti?

    Rolling Stones
    AC DC
    Lynyrd Skynyrd
    Ma ascolto musica in modo caotico, spesso senza sapere cosa sto ascoltando.
    Quando scrivo ho bisogno di non capire le parole.
    Amo molto i cantautori italiani.
    I miei preferiti: Battisti/Mogol e De Gregori, forse.

    È l’ora del giuoco di Avere27anni1/2. Ti butto là una serie di frasi, più o meno estrapolate e strampalate, più o meno illustri o sconosciute, e tu mi rispondi come ti passa, senza pensarci più di tanto.

    1) Ok, la situazione è quella che è e il sangue amaro già ce lo siamo fatti, e anche con abbondante profusione di globuli rossi. Adesso troviamo un modo, se ce ne è uno, per farci su due risate.  

    Parole sante, fratello

    2) Torino vuol dire Napoli che va in montagna, Torino è un dirigibile verso la Spagna. Torino ma chi l’ha detto che non sei bella, antica quando la sera diventa stella.

    Tra l’altro mia nonna era napoletana.
    Era una contessa: Virginia Cottrau.
    Esiste palazzo Cottrau a Napoli.
    Voglio indietro il mio titolo e il mio palazzo.

    3) La  poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole.

    Se lo dici tu mi fido, fratello.

    4) Un uomo senza barba e un uomo che non serve a niente. 

    Sta cosa della moda della barba mi infastidisce parecchio.

    5) Sono passato vicino alla Mole Antonelliana, l’edificio più geniale che forse è stato costruito per un assoluto impulso verso l’alto – non ricorda nient’altro se non un Zarathustra. L’ho battezzato Ecce Home e l’ho circondato nel mio spirito con un immenso spazio libero.

    Io la Mole l’abbatterei a testate. Ci ho scritto pure una poesia.

    6) Ma d’amore non voglio parlare, l’amore lo voglio solamente fare.

    Sacrosanto, fratello.

    7) Credo che leggere un bel libro sia una delle cose più belle del mondo. A parte limonare per la prima volta con una ragazza. E la mozzarella di bufala.

    Mi ricorda qualcosa ma non so cosa ma qualcosa sì. Chi ha detto questo è un ganz’uomo.

    8) Ok, ora lasciamo bufalotta di Caserta e presente,  e facciamo un salto nel tempo. Hai la chance di reincarnarti in tre donne, tre eroine del 900. Un’attrice, una scrittrice ed una cantante. Chi scegli e perché?

    Nel modo più assoluto non voglio reincarnarmi in donna.
    Le donne devono avere a che fare con gli uomini. Pessima cosa.
    Però magari in Madonna sì.
    Oppure essere lesbica.
    Magari la Yourcenar.

    9) Guido siamo alla chiusa finale. Puoi anticiparci qualche cosa di quello che ci spetta da qui a qualche giorno nel tuo reading entro le terre del magico agronolano? Che sorpresa ci riserverai?

    Sarò vestito da pastore abruzzese e tra una poesia e l’altra ballerò dell’ottimo tip-tap.
    Leggerò poesie d’amore che vi chiederete come minchia ci può stare tutto questo amore in un uomo solo.