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    • Michele Brigante Sanseverino

    • settembre 20, 2016 in Parole, Poesie

    LE VETRINE

    E te ne resti lì, immobile, in piedi,

    a fissare le vetrine del suo negozio,

    da quel marciapiede logoro

    che il tempo ha consumato.

    I giorni scorrono veloci, fragili,

    ma te ne resti lì, immobile, in piedi,

    credendo che qualcuno, prima o poi,

    ti inviterà ad entrare…

    Poi, come ogni sera, alle otto in punto,

    Plutone, re degli inferi, chiuderà bottega,

    ma non avrà né il tempo per una parola

    né per un fugace sguardo d’intesa.

    Sua moglie, la bella Venere, lo attende impaziente,

    ha preparato un bagno caldo ed una cena succulenta,

    ma poi, come ogni notte, finirà per colpirlo,

    e poi picchiarlo, e poi percuoterlo,

    fino a ridurre le sue membra in tanti inutili pezzettini…

    nell’attesa effimera del giorno che ritorna,

    del caffè bollente, del tabacco che gli riempie i polmoni,

    Plutarco, re degli inferi, riaprirà bottega

    per dare sfoggio alla sua luccicante mercanzia.

    E tu sarai ancora lì, immobile, in piedi,

    a fissare le vetrine del suo negozio,

    la bigiotteria, gli orologi automatici, le lenti da sole,

    credendo che qualcosa, prima o poi,

    farà la differenza…

    credendo che qualcuno, prima o poi,

    ridurrà in mille pezzi le vetrine di quello stramaledetto negozio.